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Fascisti e "neofascisti"

Maurizio Barozzi  (6 dicembre 2013)

 

 

Verso la fine degli anni '60, dopo 25 anni di deleteria presenza del MSI,  un partito traditore di tutti gli interessi nazionali (sudditanza verso i nostri occupanti statunitensi), oltre alla pratica di una politica conservatrice, liberista e reazionaria, per non parlare dei movimenti cosiddetti "extra" (in realtà una specie di MSI fuori dal MSI), di cui oltretutto oggi ben sappiamo, quello che al tempo sospettavamo, ovvero che erano gestiti dallo Stato Maggiore e dai servizi militari e civili (nell'ottica delle strategie stay behind), verso la fine di quegli anni, dicevamo, nelle fila di quello che viene definito "neofascismo", ma più che altro era oramai un miscuglio di conservatori, nazionalisti  e qualunquisti, andò a compimento una specie di "mutazione genetica, da tempo in atto, che portò alla luce un'altra generazione, cosiddetta "nera", quella degli anni '70 e seguenti: erano le nuove destre con le croci celtiche, in jeans e americaneggianti, per le quali di fascismo era rimasto oramai soltanto il nome, i simboli di quello che era stato veramente il fascismo e soprattutto il fascismo repubblicano della RSI. 

Senza poi considerare la partecipazione di una parte di questi ambienti alla "strategia della tensione", essendo il neofascismo, fin dal primissimo dopoguerra monopolizzato e strumentalizzato dall'OSS americano prima e dalle Intelligence Atlantiche poi.

E nell'ottica di quella strategia atlantica e criminale, di bombe ne misero e come, alcuni esponenti di quest'area, come ci dimostrano documentazioni, inchieste, processi giudiziari, reoconfessi e altri colti in flagrante.

Anche su Piazza Fontana, di cui tra pochi giorni ne ricorre l'anniversario, la magistratura non ha potuto, né ha voluto trovare i colpevoli. Ma noi sospettiamo che la mano assassina che depose quella bomba, come quelle di Roma, che uccisero e mutilarono degli italiani, non sia poi così ignota come si vorrebbe far credere.

Uscì  forse uscì da ambienti che in virtù di un superomismo demenziale, un razzismo di stampo darwinista (selezione del più forte), un esoterismo da "via della mano sinistra", ritennero opportuno, aderire alle sollecitazione di certe Intelligence, e applicare un criminale "il fine scusa il mezzo" ?

Non lo sappiamo, ma non rinunceremo mai a cercare la verità: niente deve cadere nell'oblio!

Ma questo è un altro discorso di cui un giorno si dovranno fare i conti: come italiani che sono stati danneggiati da queste strategie atlantiche, come fascisti per cui un certo luogo comune inventato dai mass media ha additato i "neofascisti", considerandoli fascisti, quali responsabili e infine come uomini che chiedono conto ad altri eventuali "superuomini" chi gli avrebbe dato il diritto di uccidere o invalidare donne, bambini e forsanche il più umile dei ciabattini che si trovava sul posto per caso.

Oggi, noi non abbiamo nulla da eccepire che vecchi destristi missisti, pariolini, sanbabilini, ordinovisti, avanguardisti e quant'altro vogliano rivendicare le loro militanze,  i loro caduti, sentano il loro senso di appartenenza ai vecchi schieramenti, vadano fieri del loro impegno che, essendo più che altro consistito in scontri di piazza, con i "rossi", è spesso costato sangue e anni di galera.

Nè ci interessano i lamenti di questi epigoni di destra, le loro indignazioni per il fatto che Fini gli liquidò il giocattolo con la fiammella, che un Alemanno che ancora porta  la croce celtica al collo, "frequenti" la Sinagoga.

noi tutto questo era ovvio e scontato, era implicito nell'essenza e nella sostanza di "destra" di quell'appartenenza in quell'area.

Non è colpa nostra se hanno creduto agli Almirante, ai Pino Rauti, ai La Russa.  Per noi, tutti costoro e il partito che rappresentavano, già allora, erano una specie di antifascisti mascherati: non avevamo dubbi in proposito.

Quindi non abbiamo nulla da dire o contestare verso questo "ex mondo" di destra, solo che questi "neofascisti" non ci appartenevano allora e tanto meno ci appartengono adesso, sono un qualcosa di profondamente diverso dal fascismo repubblicano che noi abbiamo vissuto e praticato.

Ad ognuno il suo: mentre noi lottavamo contro la NATO e gli americani, loro simpatizzavano per i Colonnelli greci, per i centurioni americani, per Pinochet, per l'OAS.

Mentre noi ci battevamo per i popoli arabi, aggrediti da Israele nel 1967 e per i palestinesi, loro sognavano i Mercenari, simpatizzavano per i cristiano maroniti.

E sognavano anche un colpo di Stato, un Golpe che portasse  al potere i militari,  mettesse fuorilegge il PCI e magari desse una chance politica a tutto il ciarpume  di destra.

Siamo due razze diverse, ieri come oggi. Ci teniamo a sottolinearlo.

Non è questione di puri, di traditori e di non ortodossi. Queste parole in politica hanno un significato relativo. Non si tratta di  essere puri. Si tratta di essere e di essere stati fascisti o destristi.

Per chi non lo sapesse e a eterna testimonianza storica, vogliamo riportare un prezioso Bollettino della Federazione Nazionale Combattenti della RSI (FNCRSI) che con un breve articolo sul famigerato "Fronte Nazionale" di Valerio Borghese (ricordiamo che Borghese nel 1959 era stato espulso dalla FNCRSI per indegnità!), i fascisti della FNCRSI, ex combattenti della guerra del sangue contro l'oro, quelli che ci tenevano a specificare: «Noi non siamo fascisti, NOI SIAMO I FASCISTI», bollarono con parole di fuoco e lucida analisi chi era e cosa c'era dietro questo Fronte nazionale, nel quale sguazzavano missisti, ordinovisti, avanguardisti e altri, frammisti a massoni e residuati dei Servizi.

Leggiamo allora questo articolo del Bollettino FNCRSI, Anno III - n° 5 - ottobre 1970 (visibile in questo sito alla sezione "Periodici") e commentiamolo.

Ricordiamo che siamo ad ottobre del 1970 prima che Borghese, ancora non è chiaro per conto di chi, mettessero in atto, a dicembre, la pagliacciata del famoso Golpe Borghese, il Golpe del film "Vogliamo i Colonnelli".

L'articolo, nomato "Il Fronte Nazionale", diretta espressione della Direzione della FNCRSI, si apre con queste parole:

 

«Poiché molti camerati si sono rivolti a noi per saperne qualcosa, rispondiamo a tutti in unica soluzione. Il fantomatico schieramento, al quale è stata imposta l'ampollosa denominazione di "fronte", è sorto dalle ceneri dei comitati tricolore, pateracchio paragovernativo, sfasciatosi dopo la ridicola marcia su Bolzano di qualche anno addietro.

Si tratta, in sostanza, di un fronte di cartapesta, che si regge (non si sa fino a quando) a suon di ottima carta moneta.

Portatore di nessuna idea, né vecchia né nuova, esso vorrebbe riesumare uomini ed ambienti logori e squalificati, nel tentativo di allestire un contraltare all'attuale classe dirigente.

Siffatto coacervo di interessi, di velleitarismi e di mal sopite libidini di potere raccoglierebbe adesioni nei più disparati ambienti: da certo social-pussismo, a certi ambienti curialeschi, al solito comandante, ai residui circoli monarchici, al MSI ed alle sue organizzazioni parallele, alle varie avanguardie, gli ordini nuovi, le vere italie, certi militari a riposo, una certa loggia; sarebbe nelle grazie di non poche cosche mafiose e della destra DC».

 

Quindi come ci dicono chiaramente i fascisti della FNCRSI, il Fronte di Borghese è un pateracchio conservatore e reazionario della peggior destra italiana, gestito e sovvenzionato da interessi ambigui e logge massoniche. Non mancano le cosche mafiose. Tutto questo,come ben sappiamo oggi, emergerà  negli anni, seguenti dalle inchieste giudiziarie e documentazioni varie. Altro che fascismo!

Ma andiamo avanti, perché i fascisti della FNCRSI ci fanno sapere che a questo Fronte:

 

«Gli sarebbe stato assegnato il ruolo di sobillatore e coordinare il malcontento popolare allo scopo di predisporre la giustificazione ad un eventuale colpo di stato a favore di quelle forze conservatrici che ostacolarono i programmi sociali del ventennio fascista e che crearono, al tempo della RSI la cosiddetta Resistenza che oggi pompano a copertura dei propri interessi.

E le stelle -come farebbero gli agenti della CIA e del KGB- stanno a guardare.

L'iniziativa -che non può ovviamente avere nulla a che fare con il Fascismo- ha galvanizzato numerosi ex-fascisti da tempo abbandonati a se stessi in quanto ormai idealmente logori e sfiduciati e pronti quindi ad abbracciare l'ignobile professione dei LAZZARI. Sarà certamente l'ultima loro LAZZARONATA; l'iniziativa infatti è destinata ad abortire per intrinseca incapacità politica degli eterogenei ispiratori e propugnatori».

 

Ecco, con buona pace degli imbecilli che hanno creduto a questi cialtroni, i fascisti della FNCRSI, specificano le vere forze e gli interessi reazionari che sono dietro a Borghese e definiscono lazzari, coloro che si imbarcano in queste imprese sponsorizzate dai Servizi e dalla CIA (le documentazioni ci hanno dimostrato che il Golpe Borghese era perfettamente al corrente della CIA, la quale sapeva bene che si trattava di una buffonata, ma lo lasciò organizzare perché tornava utile per quella "guerra non ortodossa" che al tempo stava praticando in Italia, pensando poi bene di mettergli fine al momento opportuno).

 

Ed ecco la conclusione dell'articolo, con la quale i fascisti della FNCRSI, avvertono che ogni eventuale Golpe sarebbe sempre e comunque di carattere antifascista:

 

«Ove però, per una eccezionale quanto improbabile concomitanza di interessi interni ed esterni, il "Fronte" riuscisse a dare qualche frutto, questo risulterebbe più antifascista del sistema attuale. Starsene lontani quindi, oltre che ad una imprescindibile opportunità politica, risponderebbe ad un preciso imperativo morale».

 

Quindi, per concludere, se per uno strano scherzo del destino, quel Golpe sarebbe riuscito (si fa per dire ovviamente) questi lazzaroni non avrebbero trovato solo i "rossi" a contrastarli, a sparagli contro, ma avrebbero trovato anche i fascisti della FNCRSI!

Maurizio Barozzi          

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