Italia - Repubblica - Socializzazione

.

La bufala del "Che" Guevara ebreo

 

Maurizio Barozzi (28 giugno 2014)    

 


Tempo addietro, ospitata da un giornale israeliano, il "Maariv", era apparsa una insinuazione sugli ascendenti materni di Ernesto Che Guevara, con la quale si voleva asserire che questi fosse figlio di madre ebrea e addirittura cugino del boia Ariel Sharon.
Se girate in Internet ne troverete ancora blog e forum che la riportano con grande gioia di imbecilli di destra, ma non solo, a cui non pare vero trovare appigli per denigrare una figura che gli sta scomoda.

Premettiamo subito che noi fascisti che a Guevara ci sentiamo vicini, e non solo per lo slancio ideale e combattentistico, per la comune lotta contro l'imperialismo occidentale, ma anche per la sua sete di giustizia e la sua visione socialista della società, la nostra considerazione su guevara non sarebbe minimamente cambiata anche se fosse stato un mezzo ebreo.


Intanto, parlare di razza ebraica è come parlare di un ectoplasma a cui tutto al più possiamo riconoscere certi caratteri e peculiarità storiche negative, ma non di certo farne oggetto di una cultura da pedigree. Semmai ci avrebbe toccato, se la storia fosse stata vera, un Guevara, che una volta scoperto di essere ebreo, avesse abbracciato la causa sionista e avesse cambiato idee sul ruolo imperialista e criminale di Israele.
Ma vediamo come stanno effettivamente le cose, perchè oltretutto questa storia del Guevara mezzo ebreo è una vera e propria bufala.

Guevara ebreo e cugino di Ariel Sharon
La bufala ha inizio quando un quotidiano israeliano, il "Maariv", ospitò un servizio nel quale si asseriva che «la madre di Guevara, Celia de la Serna, era in realtà un'ebrea russa sfuggita ai pogrom, il suo cognome originario era Sheinerman ed era sorella minore di Shmuel Scheinerman, padre di Ariel Sharon, emigrato in Palestina all'inizio del XX secolo». Ovviamente Celia nascose sempre le sue origini, senza parlarne nemmeno al marito. Alla fine però, nel 1965, poco prima di morire, ella confidò il segreto al figlio Ernesto. Il Che stupito venne a sapere che, secondo la tradizione talmudica, essendo figlio di madre ebrea egli stesso era ebreo. Le rivelazioni della madre producono un vero e proprio sconvolgimento nell'animo del Che, che fino ad allora non si era mai interessato di Israele e degli ebrei; comincia a studiare accanitamente tutti i testi sacri, i libri e le documentazioni che può procurarsi d'ebraismo (informazioni del tutto gratuite e inventate di sana pianta, n.d.r).
Cosicchè, secondo questa telenovela, Guevara, scopertosi ebreo, partirebbe per l'Egitto, la Repubblica Araba Unita, dove rimarrà per una settimana fino al 24 di febbraio. Il 1° marzo ricompare nella Valle del Nilo, trascorrendo, così, in tutto due settimane in Egitto. Dove è che Ernesto Guevara, passa la settimana intermedia?
Risposta preconfezionata da parte dei bufalari: «Nel 2007 sono stati declassificati alcuni importanti documenti CIA che dicono che il 24 febbraio, Guevara salpa dall'Egitto per Cipro e da lì raggiunge Israele calcando per la prima volta con i propri piedi la terra dei suoi avi. Guevara raggiunge Israele in incognito con lo scopo preciso di incontrare e stabilire relazioni personali e politiche con la famiglia dello zio Samuel. Scopre di avere un cugino di primo grado della sua stessa età. Ernesto Che Guevara non perde tempo e va a incontrare a Tel Aviv il fantomatico cugino: si tratta del generale Ariel Sharon comandante della I° Divisione Corazzata di Tsahal!»
La bufala è così servita, anche se è buona solo per i gonzi on line di Internet, visto che non si citano, nè si mostrano questi fantastici documenti CIA.
La bufala ovviamente non regge: dalle stesse fonti israeliane non trova conferma e sarà, oltretutto, un autorevole storico e studioso israeliano, Efraim Davidi, tra l'altro autore di una biografia su Guevara, a smontarla.
Davidi dopo aver escluso che il servizio ospitato dal giornale "Maariv" abbia fondamento, precisa quello che già si sapeva ovvero che la madre del "Che" non aveva radici russe, bensì spagnole, certamente cattoliche. Negli anni Sessanta, ha anche precisato Davidi, Guevara visitò in due occasioni (con l'assenso del presidente egiziano Gamal Abdel Nasser) i campi profughi palestinesi di Gaza, suscitando grande entusiasmo: ma NON entrò in Israele. Né fece mai parte, secondo Davidi, delle delegazioni ufficiali cubane che pure in quegli anni visitarono lo stato ebraico. Possibile, ritiene Davidi, che il testo bufala sia stato divulgato da ambienti nazionalisti russi, determinati a dimostrare legami fra 'l'ebraismo internazionale" e movimenti rivoluzionari.
Precisato questo, ci preme ricordare che proprio non molto tempo addietro, il deputato Mijael Ben Ari, ha dichiarato «Guevara fu un nemico del mondo libero, un comunista e un ateo la cui ideologia conduceva all'anarchia. In un discorso che pronunciò nell'ONU attaccò acidamente il mondo libero, ma il suo maggior attacco fu contro lo Stato di Israele. Nel mondo arabo Guevara si è convertito in un simbolo di lotta contro lo Stato di Israele, e che molti di quelli che lottavano contro i soldati di Israele a Bilin e Nilin (due paesi palestinesi nei quali si protesta ogni venerdì contro il muro di occupazione) portano la maglietta di quell'individuo».
Se ci riportiamo poi a quel marzo 1964, quando secondo i bufalarari Guevara avrebbe abbracciato la religione ebraica e l'amore per Israele, il "Che", proprio il 26 marzo 1964, denunciava il supporto "imperialista" ad Israele. Considerato il livello della bufala, buono solo per bocche buone di Internet, vi risparmiamo di riportarvi altre dichiarazioni preferendo affermare:
«Sempre e comunque con Ernesto "Che" Guevara anche se fosse di razza aliena!»
 

Maurizio Barozzi       

 

Condividi su Facebook